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Editori: ora rischio esuberi

3 settembre, 2008

Sono arrabbiati, e molto, gli editori del settore scolastico. Sia per i modi (non sono stati consultati dal ministero dell’Istruzione), sia per i contenuti del decreto che obbliga gli insegnanti ad adottare lo stesso libro per cinque anni. 

Non risparmiano toni duri, a iniziare da chi li rappresenta all’interno dell’Associazione italiana editori. “Ci saranno esuberi – dice Enrico Greco, presidente del gruppo editoria scolastica dell’Aie e amministratore delegato di Mondadori Education. “Bloccare i cambi dei libri per cinque anni vuol dire rivedere un modello organizzativo. Se non devo rinnovare i contenuti, che ne faccio delle redazioni? Sarà un problema di Sacconi, li aggiungerà agli esuberi Alitalia”. E così per Mondadori si ipotizza la convocazione dei sindacati, mentre Zanichelli prevede un calo del 10-15% dell’occupazione, indotto compreso. 

D’altro canto se un libro viene adottato, la casa editrice ha la sicurezza di venderlo per cinque anni. “Ma cosa succede se un volume viene scelto solo da due sezioni? – fa notare Michele Lessona, presidente di De Agostini scuola spa. “Venderemo solo 40 copie all’anno. E’ decisamente antieconomico stamparle”. 

Gli editori del settore respingono, inoltre, le accuse di speculazione: il libro che fa guadagnare è quello che rimane identico per molto tempo, tanto che le nuove edizioni sono solo il 4-5% all’anno. “Più di due terzi dei testi che vengono confermati – precisa Irene Enriques direttore generale di Zanichelli – l’usato assorbe fra il 30 e il 40% del mercato.” Uno spot gigantesco per l’usato che non paga le tasse, sintetizza Enrico Greco. 

C’è chi riconosce, comunque, che potrebbe esserci qualche vantaggio. “Il decreto allunga il ciclo di vita di un libro – spiega Massimiliano Gallioni, direttore Rcs education – e così gli investimenti vengono diluiti in 5 anni. Ma quanto questo vantaggio compensa la mancata vendita del nuovo?”.