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“NON PUNITE ANCHE LA BUONA UNIVERSITA’”

11 settembre, 2008

Proseguono le proteste negli atenei per i tagli ai finanziamenti contenuti nella manovra d’estate. Una denuncia contro un intervento che “spara nel mucchio”, senza distinguere tra realtà efficienti e no, è stata firmata da oltre 300 accademici: 130 professori ordinari (di cui tre presidi di facoltà), 80 associati, 86 ricercatori e altri fra assegnisti di ricerca, dottorandi e laureandi. E ulteriori adesioni si vanno aggiungendo. Per i firmatari il Dl 112/08 mette a rischio la produttività o “addirittura l’esistenza stessa di molti atenei”. Infatti si legge nell’appello-denuncia, “da più parti è stato valutato che mentre quasi la metà del corpo docente si pensionerà entro cinque anni, il ricambio possibile per legge sarà pari a un’assunzione ogni cinque (forse otto) pensionamenti fino al 2011, e una ogni due dopo quella data. La possibilità di trasformazione degli atenei in fondazioni non sembra adeguata a sopperire “alla drammatica riduzione delle risorse”. Ciò è tanto più vero dati i vincoli che la legge “prevede per le fondazioni medesime, e i cui effetti paralizzanti sono stati chiaramente illustrati da taluni in sede parlamentare”. Se non ci saranno correttivi, secondo i firmatari, l’università sarà così depauperata da non poter formare le alte professionalità di cui il paese ha bisogno.