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ISTRUZIONE AL SUD, A RISCHIO UN MILIARDO

14 settembre, 2008

Era stato uno dei motivi di scontro tra Governo e Regioni nelle settimane che hanno portato alla stesura della manovra estiva; ora l’operazione di (parziale) accentramento dei fondi del Quadro strategico nazionale 2007-2013 torna di attualità. Perché i Governatori di otto Regioni del Sud sono entrati a gamba tesa nel dibattito sui tagli della scuola con una lettera congiunta inviata al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: a rischio, scrivono, ci sarebbe oltre 1 miliardo di euro a valere sul Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) destinato al Programma Istruzione del Qsn per il finanziamento di interventi nelle scuole meridionali.

 

Ancora una volta, il Fas accende polemiche. Ieri dall’opposizione sono giunte critiche durissime alla decisione del Cipe di assegnare 500 milioni al Comune di Roma e 140 milioni al Comune di Catania attingendo al Fondo per le aree sottoutilizzate. E la scuola è un altro fronte caldo.

 

La lettera ha le firme di Antonio Bassolino (Campania), Nichi Vendol (Puglia), Agazio Loiero (Calabria), Vito di Filippo (Basilicata), Renato Soru (Sardegna), Raffaele Lombardo (Sicilia), Michele Iorio (Molise), Enrico Paolini (Abruzzo). L’allarme scaturisce da “una lettura formale” dell’articolo del DL 112 che istituisce il “Fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale di livello nazionale”. Questo fondo, stabllisce il decreto, viene finanziato “con gli stanziamenti nazionali assegnati per l’attuazione del Quadro Strategico Nazionale per il periodo 2007-2013 in favore di programmi di interesse strategico nazionale, di progetti speciali e di riserve premiali, fatte salve le risorse che, alla data del 31 maggio 2008, siano state vincolate all’attuazione di programmi già esaminati dal Cipe o dstinate al finanziamento del meccanismo premiale disciplinato dalla delibera Cipe 82 del 3 agosto 2007”.

 

Secondo le Regioni del Sud, il travaso nel maxi-fondo per le infrastrutture, gestito in prima battuta dal ministero per lo Sviluppo e indirizzato tra l’altro a reti energetiche e di telecomunicazione, potrebbe riguardare il Memorandum sulla salute firmato con le Regioni nell’aprile 2007 ma soprattutto il Programma Istruzione. L’accentramento, sulla carta, potrebbe essere anche solo un passaggio formale e tutto o quasi potrebbe restare inalterato nella successiva fase di ripartizione del fondo (che avverrà con delibera del Cipe, su proposta del ministero dello Sviluppo economico d’intesa con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

 

Ma il timore delle Regioni del Sud è che alla fine pesi come una macigno la finalizzazione del fondo al potenziamento dela rete infrastrutturale di livello nazionale. Fondi per l’istruzione al Sud dirottati verso il nucleare o verso la rete di tlc di nuova generazione: questo lo scenario che le Regioni vogliono scongiurare. Tanto più che il decreto 112 salva gli “obiettivi di servizio” per la scuole e il relativo meccanismo premiale. “Con la venuta meno delle risorse per l’istruzione a valere sul Fas – scrivono i Governatori – ci troviamo tutti nella situazione in cui ci sono obiettivi condivisi ma non ci sono più gli strumenti per conseguirli”.