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“Presto le nuove linee guida”

16 settembre, 2008

“Dobbiamo investire nella qualità della scuola. Non è aumentando il numero delle ore o le risorse che si migliora la qualità. Puntiamo su una valorizzazione dei docenti e sull’avere un minor numero di ore di lezione, ma con un maggiore peso specifico” ha avuto buon gioco il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, nel commentare i dati OCSE diffusi ieri. Cifre e percentuali che il ministro avrà accolto come una conferma per le scelte finora adottate e per quelle annunciate. Soprattutto sul versante dei docenti. Il riferimento all’alto numero e alla scarsa remunerazione degli insegnanti italiani, in confronto a quanto avviene negli altri paesi OCSE, sarà apparso come un lasciapassare verso la propria azione. Perchè secondo quanto previsto dalla “manovra d’estate”, Gelmini dovrà cancellare 87 mila cattere nel periodo 2009/2011. Stretta imposta dall’Economia.

 

Negli ultimi giorni sul versante dell’istruzione sono molti i punti di scontro tra ministro, opposizione e sindacati ma è proprio sulla vicenda legata ai tagli che si concentra il fuoco delle polemiche.

 

L’ultima offensiva in ordine di tempo è stata lanciata direttamente dal leader del Pd, Waltre Veltroni, che ha annunciato la mobilitazione dello “Scuola day”, dal 26 al 29 settembre in tutta italia. “La politica scolastica disegnata dal Governo – ha affermato Veltroni -  solo una conseguenza dei tagli. Non c’è un’ispirazione strategica né una visione educativa e si tratta di interventi che avranno conseguenze drammatiche: conclusione del tempo pieno e la chiusura di scuole nei piccoli comuni, nelle isole minori e nelle comunità montane con un aumento dei costi per gli Enti locali e un aumento dell’abbandono scolastico”. Critiche alle quali ha già replicato lo stesso ministro nei giorni scorsi affermando, ad esempio, che il tempo pieno non sparirà, anzi verrà rafforzato.

 

Gelmini ieri, intervenendo alla settima conferenza di organizzazione della Uil scuola a Fiuggi, ha anche descritto le sue prossime mosse. A cominciare dalla riforma degli ordinamenti e delle classi di concorso. Prevede anche questo il piano programmatico per la scuola che il ministro si prepara a presentare ai sindacati (entro il 20 settembre).

 

“Il piano contiene un’ambiziosa sfida: coniugare la razionalizzazione della spesa con il miglioramento della qualità e la valorizzazione del corpo docente. Interverrà – ha spiegato il ministro – su alcuni aspetti: la riforma degli ordinamenti, perché non è vero che la scuola migliore è quella con il maggior numero di ore di lezione, la rivisitazione delle classi di concorso, la trasformazione di alcune scuole laddove non ci siano i numeri in plessi senza dirigenti. Non ho nessuna intenzione – ha ribadito il ministro – di chiudere le scuole di montagna però i margini per razionalizzare la spesa e produrre risparmi ci sono. E’ uno sforzo che va fatto.

 

LA FOTOGRAFIA

 

8 MILIONI, il numero degli individui coinvolti in studi universitari o formazione di alto livello nel 2006.

 

¾ LA QUOTA DEI GIOVANI che segue un programma universitario, tra la popolazione dell’Australia, Finlandia, Islanda, Polonia e Svezia. In Italia solo il 17% della popolazione tra i 24 e i 34 anni ha conseguito una laurea.

 

1,7% GLI STUDENTI VENUTI IN ITALIA per seguire un corso di studio universitario su un totale di 2,9 milioni di universitari stranieri che hanno scelto di trascorrere un anno di formazione all’estero.

 

29.287 LO STIPENDIO DI UN DOCENTE italiano (in dollari) dopo quindici anni di carriera. La media OCSE è di 37.832 dollari.

 

8000 IL NUMERO DI ORE PASSATE in classe dagli studenti italiani dai 7 ai 14 anni, contro una media OCSE di 6.900.

 

735 LE ORE DI DOCENZA degli insegnanti della scuola primaria; poche meno in Danimarca e Norvegia; la media OCSE è di 812 ore.