I RETTORI: CONCORSI DA RIVEDERE
5 ottobre, 2008Gli atenei soffocati dai tagli potrebbero non riuscire più a pagare gli stipendi del personale. E in assenza di adeguati interventi, nel 2010 il sistema andrà al collass e i rettori non potranno che “trarre le uniche conseguenze possibili e coerenti con le loro responsabilità di fronte alle rispettive università e al Paese”. Puntuale all’appuntamento con la Finanziaria arriva il grido d’allarme della Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane), che ieri ha approvato una mozione per denunciare lo stato di difficoltà e proporre al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, una serie di interventi per “affrontare le maggiori criticità”. Nuovo modello di reclutamento dei docenti, riforma della governance, attivazione di un efficace sistema nazionale di valutazione, revisione delle carriere dei prof con verifica dell’attività svolta: sono alcune delle priorità indicate dai rettori nella mozione, nella quale si sollecita anche una revisione del dottorato di ricerca e del modello di attribuzione delle risorse alle università. Interventi che però, secondo la Crui, non sono realizzabili nel quadro descritto dalla manovra triennale approvata prima dell’estate e dalla Finanziaria appena presentata, che “per il 2010 – dice la mozione – prevede una diminuzione del Fondo di finanziamento ordinario addirittura di 700 milioni, cioè più del 10% dell’attuale fondo, e tagli drastici alle università non statali”. Una situazione “che renderà impossibile anche solo pagare le retribuzioni del personale” aggiungono i rettori avvertendo che “il tempo a disposizione” per salvare il sistema “è brevissimo” e che “già dal 2010 gli atenei non saranno in grado di chiudere in pareggio i propri bilanci, facendo fronte ai loro impegni didattici, scientifici e di servizio.” In vista dl piano programmatico sull’università annunciato da Gelmini, la Crui ribadisce comunque il proprio “incondizionato impegno a operare per la riqualificazione dell’università” e si augura che il tavolo di consultazione attivato nei mesi scorsi presso il ministero “possa essere rapidamente chiamato a sviluppare proposte in vista di esiti rapidi ed efficaci”. Ma, al momento, la questione più urgente resta la revisione della Finanziaria, che – per i rettori – deve garantire “la copertura degli incrementi retributivi automatici del personale”, la “revisione della misura e della modalità del blocco sul turn over” e la “restituzione progressiva al sistema universitario delle risorse che verrebbero ricavate dai tagli previsti”.
“Abbiamo un anno di tempo e se c’è la volontà da parte del Governo e del Parlamento possiamo fare un lavoro positivo” ha dichiarato il presidente della Crui, Enrico Decleva, sottolineando che “è necessario, tra l’altro rivedere il sistema del diritto allo studio, ormai arretrato sul piano dei criteri e delle risorse” e che “il tema più delicato dal punto di vista normativo è quello della revisione dello stato giuridico dei docenti”. Proprio riguardo ai professori, la mzoione della Crui propone uno schema di reclutamento articolato in due tempi: una prima fase di abilitazione scientifica dei candidati a livello nazionale e una seconda fase di livello locale. Questo modello andrà esteso, secondo i rettori, anche ai ricercatori, per i quali andrà definita un’ulteriore figura tempo determinato “non aggiuntiva ma sostitutiva delle attuali posizione post hoc”.

