SCUOLA, EPIFANI MINACCIA SCIOPERI
6 ottobre, 2008La Cgil (da sola) ieri è scesa in piazza con una serie di manifestazioni (150) contro la politica economica del Governo. Una mobilitazione culminata con l’annuncio del suo segretario generale Guglielmo Epifani contro la riforma del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: “Se le cose non cambiano ci sarà lo sciopero generale di tutta la scuola”. L’iniziativa, ha aggiunto il leader di corso Italia, sarà portata avanti anche “non unitariamente”. Il giorno dopo la conclusione unitaria della vicenda Alitalia, rischia così di riallargarsi il solci tra le sigle sindacali con la Cgil ancora una vola in una posizione isolta rispetto a Cisl e Uil. E proprio alla vigilia della ripresa di un’altra trattativa, quella per la riforma del sistema contrattuale. Sulla quale Epifani ieri ha pronunciato parole nette: “Per noi il documento di Confindustria non va bene”.
L’atteggiamento “solitario” di Epifani (che ha comunque detto che avrebbe voluto Cisl e Uil “al nostro fianco”) non è piaciuto a Raffaele Bonanni. Il leader della Cisl ha convocato una conferenza stampa proprio nelle ore in cui la Cgil andava in strada. “Non ho capito – ha detto – perchè la Cgil ha abbandonato il convoglio unitario per farsi una sua “manifestazioncina” in tutte le piazze. Questo è un mistero e noi siamo preoccupati. Notiamo – ha aggiunto – che la Cgil più che dare forza al movimento sindacale sta rovinando un ottimo lavoro fatto negli ultimi due anni e mezzo”. Poi Bonanni ha annunciato per sabato una giornata di mobilitazione nazionale della Cisl (che proseguirà con una serie di iniziative sul territorio) sui problemi di lavoratori e pensionati. Quindi l’auspicio del leader Cisl sulla prossima partita: “Spero che la Cgil lavori con noi per la riforma del modello contrattuale”. Per il momento, però, le distanze sembrano notevoli. Come dimostrano le parole di Epifani pronunciate ieri: se passasse la proposta di Confindustria “i lavoratori perderebbero di più di quello che guadagnano oggi”. Il progetto degli industriali per l’adeguamento dell’inflazione, ha affermato Epifani, comporterebbe infatti un taglio dello 0,5% all’anno di salario reale. “Ciò equivale all’8% in 15 anni”. Per il vicepresidente per le relazioni industriali di Confindustria Alberto Bombassei “le dichiarazioni rilasciate dalla Cgil non fanno ben sperare”. Ma “non ci sono più scusanti né attenuanti: spero che si affronti a viso aperto le problematiche”.
Prima di arrivare al’annuncio di mobilitazione sulla scuola, Epifani ha chiesto una svolta dell’Esecutivo sulla politica economica: “Si deve svegliare, alzare, capire quello che sta succede nel Paese”. A far scattare la reazione della maggioranza è stato lo sciopero annunciato per “contrastare le politiche dei tagli e la controriforma del Governo” sull’Istruzione. Ieri il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha detto di aver appreso con piacere che nella scuola è stato ripristinato l’insegnamento dell’educazione civica e dela Costituzione. “Gli attacchi della Cgil al ministro Gelmini – dice Italo Bocchino – sono l’ennesimo segnale di anacronismo di questo sindacato che non vuole modernizzare l’Italia”.

