Domande rivolte al Ministro Gelmini
21 ottobre, 2008Domanda 1, federalismo:
Ministro Gelmini, vediamo da settimane la sinistra politica e sindacale agitare le piazze. Chi vive la scuola senza paraocchi ideologici può rendersi conto come le risorse a disposizione per formazione e istruzione siano malamente spese. Due anni fa avevamo denunciato con una mobilitazione fuori da tutte le scuole del Nord la disparità di fondi stanziati dall’allora governo Prodi per l’edilizia scolastica. Facciamo bene, secondo lei, ad aspettarci che gli attuali interventi del Governo siano solo l’inizio di un percorso più lungo che nel giro di qualche anno possa portare ad un’organizzazione federale del sistema scolastico?
Domanda 2, albi regionali:
Min. Gelmini, non le sarà sfuggita una delle molte piaghe che colpiscono la scuola superiore: quella delle cattedre scoperte che tanto incide sulla carriera scolastica degli studenti pregiudicandone talvolta la preparazione per l’esame di stato. Una delle principali ragioni sono i trasferimenti richiesti dal personale docente di ruolo che tendono a svuotare determinate aree geografiche (il Nord) per saturarne altre (il Sud). Ritiene convidisibile un impegno per la regionalizzazione dell’albo docenti allo scopo di legare l’insegnamento al territorio?
Domanda 3, programmi scolastici:
Min. Gelmini, già un altro ministro dalla sua stessa posizione aveva cercato di riorganizzare e modernizzare il sistema scolastico subendo per questo motivo innumerevoli critiche. Nella riforma Moratti si prevedeva tra l’altro l’attribuzione di una quota dei programmi di insegnamento alle Regioni. Con la piena attuazione dell’autonomia scolastica tra l’altro anche i singoli istituti potrebbero avere voce in capitolo sull’argomento. Lei condivide questa impostazione e crede, come noi, che sia importante recuperare, soprattutto in alcune materie umanistiche, le specificità e le caratteristiche delle singole comunità per dare ai “nuovi cittadini” una maggiore consapevolezza della comunità cui appartengono?
Domanda 4, partecipazione studentesca:
Min. Gelmini, nel suo decreto di fine estate ha reintrodotto l’insegnamento dell’educazione civica. Non crede che sarebbe un ottimo esercizio di cittadinanza per gli studenti avere, tramite gli istituti di rappresentanza studentesca, più coinvolgimento e responsabilità nella gestione di molte fasi della vita scolastica? Non crede che, rivedendo le norme contenute nei decreti delegati, si potrebbe utilizzare meglio la cerniera rappresentata dai rappresentanti studenteschi per rendere realmente consapevoli e partecipi gli studenti, al di là della propaganda, nei processi di cambiamento della scuola?
Domanda 5, stranieri nella scuola:
Min. Gelmini, abbiamo ascoltato e apprezzato alcune sue recenti interviste in cui difendeva la mozione di indirizzo presentata dalla Lega Nord e approvata dalla maggioranza riguardo al problema dell’accesso degli studenti stranieri alla scuola italiana. Questo problema è sempre più urgente, rischia di creare innumerevoli problemi di integrazione, di incidere sulle carriere scolastiche di molti studenti e aggiungere ulteriori costi a una scuola allo stremo. Vorremmo sapere da Lei se il Governo intende affrontare questa situazione in breve tempo e se non è il caso che valuti, parallelamente a test o esami relativamente alla lingua italiana, anche esami e corsi sulla cittadinanza, sui diritti e doveri e sui valori su cui si basa la convivenza civile in questo paese?

