Cecchetti su Riforma Gelmini
1 novembre, 2008C’è molta tensione sul tema della riforma del sistema scolastico. E la causa sta soprattutto – e lo dico con amarezza – nell’irresponsabile disinformazione e dal muro di niet che viene eretto senza peraltro fornire valide soluzioni alternative.
A dimostrazione, poi, che queste critiche, almeno in parte, sono strumentalizzate basta dire che ci sono proteste nelle Università e nelle scuole secondarie quando invece il provvedimento riguarda prevalentemente la scuola elementare e media. E allora perché protestare?
La sinistra vuole l’allarmismo sociale, ma le famiglie e gli studenti non devono temere nulla da questo provvedimento. Ad esempio, non verrà meno il tempo pieno e gli insegnamenti aggiuntivi perché grazie al maestro unico o prevalente avremo la possibilità di potenziare il tempo pieno. Ma non solo. Il provvedimento di riforma mira a infatti migliorare la qualità dei sistemi scolastici, implementando l’autonomia delle scuole sotto il profilo dei programmi e del budget. Purtroppo, fino ad oggi, la spesa per l’istruzione (oggi pari al 96,98% per il personale) non è stata modificata e tanto meno razionalizzata.
L’obiettivo è quello di creare una scuola moderna e meritocratica, formativa e non solo “veicolo di nozioni” (mentre purtroppo, troppo spesso in passato, si è usata la scuola per creare occupazione a discapito della qualità anche degli stessi insegnanti) Il senso, la mission della riforma, sta soprattutto qui. Valorizzare, migliorare. E tagliare dove c’è da tagliare non tanto e non solo per il gusto di farlo ma per trasferire – anche questo è stato sottolineato più volte dal Ministro – il 30% dei risparmi per aumentare gli stipendi e premiare chi fa formazione e raggiunge risultati.
Il milione e 99 mila lombardi che ogni giorno varcano i cancelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino a quelle dell’obbligo, non devono temere nulla. E non devono avere timore le loro famiglie. La proposta di riforma, che in Lombardia interessa circa 94 mila e 914 dicenti, 1221 dirigenti scolastici e oltre 22 mila tra bidelli e segretarie – e per i quali lo Stato stacca ogni anno un assegno (dati 2008) di oltre 5 miliardi e 279 milioni di euro - non provocherà nessuno tsunami. Tutt’altro: migliorerà la proposta formativa e ci consegnerà una scuola migliore.
L’azione del Governo è rivolta a porre al centro della scuola gli studenti e i loro bisogni, cercando di offrire soluzioni e misure per migliorare la loro formazione. Purtroppo chi urla e critica in maniera disordinata e mira a creare allarmismo dovrebbe domandarsi chi vuole tutelare: le famiglie, gli studenti o i vecchi sistemi di potere?
Fabrizio Cecchetti,
Presidente Commissione Bilancio e Programmazione Regione Lombardia

