MSP Venezia sul Decreto Gelmini
1 novembre, 2008Dopo le fantasiose stupidaggini dette dalla sinistra sul decreto Gelmini, e lo si ricorda decreto non riforma perché qui sembra che la sinistra nemmeno sappia più la differenza che intercorre tra queste due terminologie profondamente diverse nel loro essere, è giunto il momento di sfatare tutto questo. La questione è stata strumentalizzata all’inverosimile da chi non riesce a far breccia nell’operato di un governo che aumenta sempre più il suo consenso. Partiamo dalla balla più grande, il tempo pieno. La sinistra afferma che verrà cancellato il tempo pieno. Ecco altra terminologia sbagliata, non tagliato ma potenziato, infatti con il ritorno al maestro unico si potrà migliorare il servizio di tempo pieno dato alle famiglie che potranno scegliere tra 24,27,30 e 40 ore. Naturalmente avvolte la fantasia vola ed ecco che la sinistra si inventa la perdita di qualità con l’ausilio del maestro unico naturalmente senza sapere che verranno mantenuti gli insegnanti di inglese e religione e gli insegnanti delle elementari sono abilitati con un’unica classe di concorso proprio perché possono insegnare tutte le materie. Quando però si arriva a realizzare un film di fantascienza con l’invenzione del taglio degli insegnanti di sostegno sfioriamo il tragicomico poiché gli insegnanti di sostegno non saranno tagliati, anzi mai vengono citati nel decreto. Di balle se ne son dette così tante che potremmo scrivere un libro più che un semplice comunicato di un movimento studentesco, dunque vediamo la verità su questa sinistra, l’altra faccia della medaglia che quando lor signori vanno nelle televisioni, nei giornali e ne mezzi di informazione dimenticano di dire. La scuola da anni è stata impiegata proprio dall’ideologia di sinistra come un ammortizzatore sociale, non un luogo di insegnamento ma un luogo dove collocare parenti ed amici per poter dare loro uno stipendio, un vero e proprio bacino di voti. L’unica cosa che non hanno considerato e che con questo metodo prima o poi il sistema collassa, cosa che tralasciano un po’ troppo spesso nelle loro brillanti idee. La scuola deve diventare un luogo in cui si impara, luogo che deve dare qualità non solo posti di lavoro. Nei brevi due anni di governo di Prodi, quanto anch’egli ha tagliato fondi ad università e scuole non ho visto la sinistra scatenarsi contro se stessa. Non ho visto manifestazioni di piazza, non ho visto urla che accusavano il governo Prodi di scempio, ma il silenzio più totale, quasi tombale. Ora invece è il caos, ma alle manifestazioni è anche sbaglio pensare ci aderiscano
solo gli studenti, ma al loro interno pullulano le cellule dei centri sociali, dei disobbedienti, dei militanti di sinistra e simpatizzanti di partito, insomma niente che con la scuola abbia realmente a che fare. Non saranno queste sinistre populiste a fermare il cambiamento. Basta con la vergogna di una scuola che diviene ammortizzatore sociale. Vogliamo una scuola di qualità e di correttezza dove si formeranno le nuove generazioni non certo dove si collocheranno gli amici di partito.
Coordinatore MSP Venezia
Valerio Michael

