Vicenza, mozione del consiglio provinciale: i posti siano riservati ai veneti Vicenza: “No a presidi del Sud nelle scuole della nostra provincia”
24 luglio, 2009VICENSA – No a dirigenti scolastici del Sud in provincia di Vicenza. La
mozione votata martedì dal consiglio provinciale della città veneta farà
discutere. Anche perché approvata da maggioranza e opposizione: 26
consiglieri su 27. A proporla l’assessore alla Scuola, Morena Martini
del Pdl. Razzismo? “Macché. Non si vuole puntare il dito contro le
professionalità provenienti da altre regioni – dichiara – ma
ripristinare una situazione di diritto che alcune regioni, diciamo non
virtuose, hanno disatteso”.
Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro. Nel 2004,
dopo quasi un decennio, venne bandito il concorso per dirigente
scolastico, gestito a livello locale. Il bando assegnava ad ogni regione
un certo numero di posti disponibili e alla fine della complessa
procedura gli idonei potevano superare il numero dei posti messi a
concorso al massimo del 10 per cento. Ma in alcune regioni le cose
andarono diversamente. “In Campania, per esempio, gli idonei furono
parecchi di più di quello che prevedeva il bando”, continua la Martini.
Stesso discorso in Sicilia e in altre regioni meridionali, dove si
scatenò una guerra di carte bollate. E quando il governo Prodi consentì
agli idonei la cosiddetta mobilità interregionale, in 6 regioni
settentrionali (Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia,
Veneto ed Emilia Romagna) su 118 poltrone disponibili vennero nominati
ben 108 neodirigenti provenienti dal Sud.
Rischiano ora di andare ad altrettanti presidi meridionali anche i 647
posti autorizzati qualche giorno fa dal ministero dell’Economia per il
2009/2010. Perché le uniche regioni italiane in cui sono ancora presenti
idonei nelle graduatorie dei concorsi per dirigente scolastico – per un
totale di circa 660 candidati – sono Lazio, Marche, Campania, Puglia,
Sicilia e Sardegna. Nelle restanti regioni le liste sono esaurite da
tempo. E a settembre quasi tutti i posti lasciati liberi da coloro che
sono andati in pensione andranno a dirigenti scolastici del Sud. Negli
ultimi anni, coloro che dal profondo Sud hanno fatto le valigie e oggi
insegnano al Nord sono tantissimi. In Veneto 17 insegnanti su 100
provengono dalle regioni meridionali, in Lombardia si tocca quota 31 per
cento.
“Nel Veneto – spiega l’assessore Martini – ci sono circa 70 posti liberi
da coprire, ma nessuna graduatoria regionale da cui attingere. Ci sono
invece tanti dirigenti in lista di altre regioni d’Italia, non perché
altrove siano più disponibili e bravi che da noi, ma perché noi siamo
stati ligi alla normativa mentre altri – continua – hanno creato liste
di disponibilità pari, talvolta, anche al doppio dei posti da occupare”.
E la probabilità che le 70 poltrone libere del Veneto vengano occupate
da meridionali è altissima. Eventualità che non va proprio giù ai
vicentini. “Il Consiglio provinciale ha voluto denunciare il mancato
rispetto della norma da parte di alcune regioni ed evidenziare la
conseguente situazione di svantaggio in cui si trova la regione Veneto
rispetto ad altre realtà nazionali. Tanti insegnanti in servizio nel
Veneto aspirano da anni a diventare dirigenti attraverso un concorso”.
di SALVO INTRAVAIA
(23 luglio 2009, laRepubblica)

