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ADERISCI AI GIOVANI PADANI



Tre buoni motivi per volere una scuola federale

18 aprile, 2010

In questi giorni si è discusso circa l’approvazione di un disegno di legge che modifichi la scuola, connotandola su di una base regionale. Ma cosa significa? Vorrà dire che ogni regione potrà redarre programmi specializzati per la stessa, potrà disporre di albi regionali del personale docente e potrà variare l’offerta formativa a seconda delle richieste del territorio.
Ma ciò cosa comporterà?

1 – I programmi scolastici a livello regionale saranno pura espressione del territorio, aderiranno in toto alle richieste della regione, lavorative, culturali e occupazionali. L’approfondimento di talune tematiche o materie potrà garantire una specializzazione spendibile in maggior modo nel territorio interessato. Ma anche lo studio della storia concentrato su programmi che considerano in maniera più ampia le vicissitudini di una data regione, consentirà di valorizzare maggiormente il peso che la storia, la sua conoscenza, e, dunque, la tradizione, avranno sulla popolazione. Ciò consentirà anche una maggiore integrazione, in quanto offrirà agli studenti immigrati l’opportunità vera di conoscere nel profondo la cultura che li ospita. Allo stesso tempo offrirà anche ai nostri figli una più salda linea di continuità con il passato.

I popoli sono come gli alberi. Non sopravvivono senza radici
U. Bossi

2 – La presenza di personale docente di estrazione geografica remota rispetto alla classe crea diverse problematiche. La prima, prettamente didattica, è il diverso approccio alla lingua italiana che è offerto dal docente: il che non va disprezzato perché offre esempio della varietà linguistico-dialettale dell’Italia, ma può essere deleterio fatto l’esempio della scuola primaria, laddove gli esercizi grammaticali vorrebbero rinforzare talune debolezze linguistiche e non accentuarle. Il secondo problema è di carattere occupazionale: se in una regione vi è ampia disponibilità di personale docente in quanto diversi sono quelli sprovvisti di cattedra fissa, è controproducente andare in altre regioni – seguendo la attuale legge, che impone una graduatoria a livello nazionale – per ricercare il supplente. Con una scuola federale, questa ricerca sarà fatta su liste che comprenderanno le sole province della regione in questione. Inoltre, vi è anche un problema finanziario, in quanto gli spostamenti del supplente esterno alla regione, vengono sovvenzionati dal MIUR, il che è solo uno sperpero di risorse, in quanto con le stesse, si potrebbe finanziare in maniera più degna una ricerca che in Italia risulta alquanto snobbata dal ministero.

3 – Sarà garantita, dunque, una maggiore flessibilità dei programmi in relazione alle richieste ed alle offerte del territorio. Ciò dovrà marciare pari passo con una rivalutazione del punteggio di maturità e di laurea. É ormai un dato di fatto, se non una certezza, che le valutazioni finali nel Mezzogiorno d’Italia sono ben più alte di quelle Padane. Addirittura in Sicilia e Campania la metà degli studenti è sopra la media degli 8/10 e a fronte di 450 cosiddetti geni in queste regioni, ve ne sono solo 17 in Lombardia(1). L’evidente disparità di trattamento nei confronti degli studenti delle due realtà è palese. Si tratterà dunque, coniando programmi specifici per ciascuna regione, di evitare che i punteggi dell’esame di maturità abbiano congruente valenza a seconda delle varie declinazioni geografiche. Un tot/110 nelle regioni con maggiore “selezione” non potrà pesare come un tot/110 nelle regioni meno severe. Si dovrà quindi abolire il valore legale del titolo di studio, per evitare che un laureato che esce con un punteggio minore da un’università ardua e difficile si veda sorpassato in graduatoria da un secondo, laureato con un voto più alto (ma un impegno e una conoscenza minori) in un’università più semplice (2).


Fabio Molinari

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(1) http://archiviostorico.corriere.it/2004/maggio/15/Maturita_anticipo_record_del_Sud_co_9_040515027.shtml
(2) Il primo a parlare in Italia di abolizione del valore legale del titolo di studio fu il Ministro dell’Economia durante il Governo De Gasperi, Einaudi (poi presidente della Repubblica), che si ispirava alla concorrenza delle università anglosassoni, che vedevano gli studenti premiati sul campo, per meriti e conoscenze, e di conseguenza assunti nel mondo del lavoro, senza che vi fosse una scelta in base al punteggio di laurea.




Comunicato MSP Romagna

27 marzo, 2009

Leggendo l’articolo del Coordinatore Provinciale del PD, Alberto Pagani sulla Scuola – Dichiara Alberto Donini, Responsabile Scuole ed Istruzione della Lega Nord Romagna – ci si trova come al solito davanti al solito “parlare politichese” ricchissimo di forte Demagogia ma assolutamente carente in contenuti propositivi!!!”
Difatti – prosegue Donini – è fin troppo chiaro ad un lettore che si pone con la massima neutralità rispetto agli interessi politici in gioco, riscontrare come in questa nota vi siano unicamente attacchi frontali tipici e sacrosanti nella contrapposizione politica fra gli schieramenti, ma nulla di più, nulla di propositivo o costruttivo.
Se – conclude Donini – la preoccupazione di Pagani è reale e il suo intento è realmente quello di migliorare la situazione scolastica Romagnola e Ravennate, lo invitiamo ad avanzare una qualche proposta concreta, invece di proclamare manifestazioni ed iniziative di piazza, perchè è discutendo di fatti e concretezza che si comprendono e migliorano le situazioni, il resto è il solito manipolo di chiacchere tipico di quel “parlare politichese” sempre più lontano dalla gente”




Audizione DDL Aprea

10 febbraio, 2009

Il Movimento Studentesco Padano (MSP), sentiti i suoi rappresentanti nelle istituzioni scolastiche, relativamente al DDL Aprea esprime, seguendo la griglia suggerita dalla VII Commissione della Camera dei Deputati, il seguente parere:

 

A) autogoverno delle istituzioni scolastiche

Premessa, come già espresso in occasione di precedenti audizioni, l’improrogabile necessità di modificare l’impianto organizzativo generale della scuola – pubblica e privata – in questo paese, i rappresentanti del MSP ritengono condivisibile l’impianto generale del DDL, soprattutto nei passaggi relativi al principio di sussidiarietà, al ricoscimento della Scuola come comunità formata dagli operatori, dagli studenti e dai genitori e alla finalizzazione formale della scuola alla qualità e non alla quantità. Non ritengono invece pienamente condivisibile la possibilità per le istituzioni scolastiche di trasformarsi in fondazioni. A differenza del contesto universitario, che è composto da entità territorialmente rappresentative, il sistema scolastico è caratterizzato da un’eccessiva ma necessaria frammentazione che finisce inevitabilmente per generare, soprattuto in aree più disagiate o montane, l’esclusione di moltissimi istituti scolastici da questa possibilità. La logica della partnership privata deve, se necessaria, trovare altre forme che permettano alle istituzioni scolastiche di operare in rete o per territori, garantendo così il bacino sociale ed economico utile affinché il sistema alla base delle fondazioni possa operare.

 

B) Stato giuridico dei docenti.

 

Anche a giudizio dei rappresentanti d’istituto e delle consulte provinciali del MSP risulta evidente la necessità di un cambiamento dell’inquadramento giuridico della professione di insegnante. Questa dovrebbe essere indirizzata a una maggiore qualità dell’insegnamento che dovrebbe risultare essere non più un posto ma maggiormente una funzione al servizio dello studente e della comunità scolastica. Per il raggiungimento di questo alto obiettivo però è necessario cambi il meccanismo di valutazione all’ingresso e s’introduca un sistema incentivante di carriera che sia basato sul merito e non sull’anzianità. Conosciamo tutti troppo bene le pratiche consociative e clientelari in atto in tutta la Pubblica Amministrazione – e non solo – per non diffidare da organismi di autovalutazione soprattutto quando troppo parcellizzati. Riteniamo pertanto che criteri di serietà e merito possano essere garantiti solo da commissioni presiedute da soggetti terzi all’istituzione scolastica, riconosciute per competenza e autorevolezza quali possono essere figure proveniente dall’ambiente accademico.

 

 

C) percorsi di formazione iniziale, abilitazione all’insegnamento e modalità di reclutamento.

 

Il Movimento Studentesco Padano ritiene questo il passaggio fondamentale per la selezione del personale docente soprattutto nell’ottica di stabilizzare finalmente l’insegnamento legando professionalità e territorio, garantendo continuità nel percorso formativo e riequilibrando il rapporto tra studenti e docenti così diverso a seconda della latitudine dell’istituto scolastico cui ci si riferisce. La scelta che si presenta è se confermare ancora una volta il valore legale dei titoli di studio o finalmente sbloccare il sistema perverso che finisce per premiare la furbizia diffusa e organizzata come dimostrano i risultati dei test INVALSI di quest’anno paragonati ai risultati di simili test da parte dell’OCSE o come pure dimostrano le percentuali di diplomati e laureati a pieni voti non uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Gli Studenti Padani sono favorevoli all’istituzione di albi regionali che comportino la possibilità di insegnare solo nella regione scelta, di albi regionali cui si può accedere soltanto avendo superato una prova preliminare di idoneità – perché appunto insegnare è una professione e non un salario –, di albi regionali che leghino l’insegnamento anche ai valori del territorio andando di pari passo quindi alla regionalizzazione di una quota del programma di studi e di albi regionali – infine – che garantiscano alle istituzioni scolastiche la permanenza dei docenti sul territorio per porre fine all’annoso e irrisolto problema delle cattedre scoperte.

 

Questa è in estrema sintesi l’analisi dei documenti sottoposti da parte dei rappresentanti del MSP. Vogliamo sperare che questi progetti di legge arrivino presto alla conclusione del proprio iter, non perché siano interamente condivisibili ma perché la nostra scuola, per poi essere ulteriormente migliorata, ha bisogno di cambiare. E’ necessario vincere l’inerzia iniziale, l’immobilismo degli ultimi decenni di cui le leggi restate praticamente lettera morta, come l’autonomia scolastica, sono la testimonianza.

 
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti padani.




Interrogazione a risposta scritta 4-01655

23 novembre, 2008

GRIMOLDI, ALLASIA, MACCANTI e PINI. - 

 

Al Ministro dell’interno.

 - Per sapere – premesso che: 

 

nella giornata di lunedì 17 novembre 2008 si sono verificate due gravi aggressioni nei confronti di militanti del Lega Nord del Movimento Giovani Padani nei comuni di Milano e di Firenze; 
a Milano, militanti del Movimento Universitario Padano sono stati insultati e malmenati con spinte, pugni e calci da un gruppo di ragazzi di sinistra mentre distribuivano, in maniera pacifica e senza arrecare alcun disturbo, materiale di propaganda al di fuori della sede centrale dell’Università Statale di Milano, in via Festa del Perdono; 
in particolare, la presenza dei militanti era stata comunicata agli uffici della Digos – Polizia di Stato di Milano, che peraltro non è intervenuta nonostante la richiesta da parte dei militanti; 
a Firenze, il coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani è stato insultato e colpito con pugni al di fuori di una scuola da ragazzi dei centri sociali, che stavano picchettando l’ingresso della scuola stessa per impedirne l’accesso; 
fatti come quelli riportati accadono spesso e sono intollerabili, perchè compromettono la libertà di diffusione del pensiero politico sancita dalla Costituzione -: 

 

quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare il ripetersi degli episodi di violenza, per garantire la libertà di pensiero e tutelare coloro che esercitano tale diritto, specialmente nelle università e nelle scuole.(4-01655)




MUP: Più tagli agli sprechi, più borse di studio

8 novembre, 2008




Continuano le vittorie della Lega nelle scuole

7 novembre, 2008

La lista del Movimento Studentesco Padano continua a dare battaglia e a vincere nella nostra provincia. Pochi giorni fa a Castelnuovo Monti (RE) la lista della lega ha ottenuto il secondo posto nella graduatoria delle liste,battendo la sinistra con un ottimo 40%. Matteo Bulgarelli:”Questi fatti dimostrano come la gioventù reggiana sia stanca del malgoverno della sinistra e veda nella Lega l’unico movimento in grado di cambiare le cose”. Filippo pozzi:” la vittoria in tante scuole emiliane proprio in queste ore dimostra la faziosità di gran parte della contestazione alla Riforma della scuola; per fortuna i ragazzi sono molto poco disposti a farsi indottrinare dai facili ed ideologici slogan dei rappresentanti della sinistra e chiedono finalmente una scuola migliore”. Angelo Alessandri: “Continua il sostegno alle liste degli Studenti Padani che evidentemente portano avanti una concezione di scuola slegata dalle ideologie e proiettata al futuro. Il segnale è ancor più positivo nella nostra terra emiliana perchè aiuta a sconfiggere il “muro” ideologico creato in cinquant’anni dalla sinistra”.




Lettera MSP Cremona

5 novembre, 2008




MSP Venezia sul Decreto Gelmini

1 novembre, 2008

Dopo le fantasiose stupidaggini dette dalla sinistra sul decreto Gelmini, e lo si ricorda decreto non riforma perché qui sembra che la sinistra nemmeno sappia più la differenza che intercorre tra queste due terminologie profondamente diverse nel loro essere, è giunto il momento di sfatare tutto questo. La questione è stata strumentalizzata all’inverosimile da chi non riesce a far breccia nell’operato di un governo che aumenta sempre più il suo consenso. Partiamo dalla balla più grande, il tempo pieno. La sinistra afferma che verrà cancellato il tempo pieno. Ecco altra terminologia sbagliata, non tagliato ma potenziato, infatti con il ritorno al maestro unico si potrà migliorare il servizio di tempo pieno dato alle famiglie che potranno scegliere tra 24,27,30 e 40 ore. Naturalmente avvolte la fantasia vola ed ecco che la sinistra si inventa la perdita di qualità con l’ausilio del maestro unico naturalmente senza sapere che verranno mantenuti gli insegnanti di inglese e religione e gli insegnanti delle elementari sono abilitati con un’unica classe di concorso proprio perché possono insegnare tutte le materie. Quando però si arriva a realizzare un film di fantascienza con l’invenzione del taglio degli insegnanti di sostegno sfioriamo il tragicomico poiché gli insegnanti di sostegno non saranno tagliati, anzi mai vengono citati nel decreto. Di balle se ne son dette così tante che potremmo scrivere un libro più che un semplice comunicato di un movimento studentesco, dunque vediamo la verità su questa sinistra, l’altra faccia della medaglia che quando lor signori vanno nelle televisioni, nei giornali e ne mezzi di informazione dimenticano di dire. La scuola da anni è stata impiegata proprio dall’ideologia di sinistra come un ammortizzatore sociale, non un luogo di insegnamento ma un luogo dove collocare parenti ed amici per poter dare loro uno stipendio, un vero e proprio bacino di voti. L’unica cosa che non hanno considerato e che con questo metodo prima o poi il sistema collassa, cosa che tralasciano un po’ troppo spesso nelle loro brillanti idee. La scuola deve diventare un luogo in cui si impara, luogo che deve dare qualità non solo posti di lavoro. Nei brevi due anni di governo di Prodi, quanto anch’egli ha tagliato fondi ad università e scuole non ho visto la sinistra scatenarsi contro se stessa. Non ho visto manifestazioni di piazza, non ho visto urla che accusavano il governo Prodi di scempio, ma il silenzio più totale, quasi tombale. Ora invece è il caos, ma alle manifestazioni è anche sbaglio pensare ci aderiscano
solo gli studenti, ma al loro interno pullulano le cellule dei centri sociali, dei disobbedienti, dei militanti di sinistra e simpatizzanti di partito, insomma niente che con la scuola abbia realmente a che fare. Non saranno queste sinistre populiste a fermare il cambiamento. Basta con la vergogna di una scuola che diviene ammortizzatore sociale. Vogliamo una scuola di qualità e di correttezza dove si formeranno le nuove generazioni non certo dove si collocheranno gli amici di partito.

Coordinatore MSP Venezia
Valerio Michael




Cecchetti su Riforma Gelmini

1 novembre, 2008

C’è molta tensione sul tema della riforma del sistema scolastico. E la causa sta soprattutto – e lo dico con amarezza – nell’irresponsabile disinformazione e dal muro di niet che viene eretto senza peraltro fornire valide soluzioni alternative.

A dimostrazione, poi,  che queste critiche, almeno in parte, sono strumentalizzate basta dire che ci sono proteste nelle Università e nelle scuole secondarie quando invece il provvedimento riguarda prevalentemente la scuola elementare e media. E allora perché protestare?

La sinistra vuole l’allarmismo sociale, ma le famiglie e gli studenti non devono temere nulla da questo provvedimento. Ad esempio, non verrà meno il tempo pieno e gli insegnamenti aggiuntivi perché grazie al maestro unico o prevalente avremo la possibilità di potenziare il tempo pieno. Ma non solo. Il provvedimento di riforma mira a infatti migliorare la qualità dei sistemi scolastici, implementando l’autonomia delle scuole sotto il profilo dei programmi e  del budget. Purtroppo, fino ad oggi, la spesa per l’istruzione (oggi pari al 96,98% per il personale) non è stata modificata e tanto meno razionalizzata.

L’obiettivo è quello di creare una scuola moderna e meritocratica, formativa e non solo “veicolo di nozioni” (mentre purtroppo, troppo spesso in passato, si è usata la scuola per creare occupazione a discapito della qualità anche degli stessi insegnanti) Il senso, la mission della riforma, sta soprattutto qui.  Valorizzare, migliorare. E tagliare dove c’è da tagliare non tanto e non solo per il gusto di farlo ma per trasferire – anche questo è stato sottolineato più volte dal Ministro – il 30% dei risparmi per aumentare gli stipendi e premiare chi fa formazione e raggiunge risultati.

Il milione e 99 mila lombardi che ogni giorno varcano i cancelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino a quelle dell’obbligo, non devono temere nulla. E non devono avere timore le loro famiglie. La proposta di riforma, che in  Lombardia interessa circa 94 mila e 914 dicenti, 1221 dirigenti scolastici e oltre 22 mila tra bidelli e segretarie – e per i quali lo Stato stacca ogni anno un assegno (dati 2008) di oltre 5 miliardi e 279 milioni di euro -  non provocherà nessuno tsunami. Tutt’altro: migliorerà la proposta formativa e ci consegnerà una scuola migliore.

L’azione del Governo è rivolta a porre al centro della scuola gli studenti e i loro bisogni, cercando di offrire soluzioni e misure per migliorare la loro formazione. Purtroppo chi urla e critica in maniera disordinata e mira a creare allarmismo dovrebbe domandarsi chi vuole tutelare: le famiglie, gli studenti o i vecchi sistemi di potere?

Fabrizio Cecchetti,

Presidente Commissione Bilancio e Programmazione Regione Lombardia




Vicenza: vittoria nelle scuole

31 ottobre, 2008

È schiacciante la vittoria della lista Enjoy Freedom composta da 3 Giovani Padani di Vicenza. All’ITIS Rossi di suddetta provincia – coordinata da Paolo Stivanin – la lista appena citata ha conquistato la vittoria con 756 voti su 976 studenti (il 77,45%)! Restano solo 139 voti alla lista 2, dal nome 2^n, composta da esponenti di sinistra.

Analogo risultato ottenuto all’ITIS Chilesotti di Thiene, dove la lista 1 composta da nostri giovani, ha conquistato la vittoria con 250 voti su 450 (56%)studenti!

Disdicevole invece il fatto accaduto la scorsa settimana all’ITIS Rossi quando il preside di suddetto istituto riceve una chiamata minatoria da parte di alcuni componenti della Re.D.S (reti degli studenti, il movimento studenti della sinistra) che l’hanno intimato di smetterla di perseguire chi ha fatto troppe assenze a causa dello sciopero.