Il Movimento Studentesco Padano (MSP), sentiti i suoi rappresentanti nelle istituzioni scolastiche, relativamente al DDL Aprea esprime, seguendo la griglia suggerita dalla VII Commissione della Camera dei Deputati, il seguente parere:
A) autogoverno delle istituzioni scolastiche
Premessa, come già espresso in occasione di precedenti audizioni, l’improrogabile necessità di modificare l’impianto organizzativo generale della scuola – pubblica e privata – in questo paese, i rappresentanti del MSP ritengono condivisibile l’impianto generale del DDL, soprattutto nei passaggi relativi al principio di sussidiarietà, al ricoscimento della Scuola come comunità formata dagli operatori, dagli studenti e dai genitori e alla finalizzazione formale della scuola alla qualità e non alla quantità. Non ritengono invece pienamente condivisibile la possibilità per le istituzioni scolastiche di trasformarsi in fondazioni. A differenza del contesto universitario, che è composto da entità territorialmente rappresentative, il sistema scolastico è caratterizzato da un’eccessiva ma necessaria frammentazione che finisce inevitabilmente per generare, soprattuto in aree più disagiate o montane, l’esclusione di moltissimi istituti scolastici da questa possibilità. La logica della partnership privata deve, se necessaria, trovare altre forme che permettano alle istituzioni scolastiche di operare in rete o per territori, garantendo così il bacino sociale ed economico utile affinché il sistema alla base delle fondazioni possa operare.
B) Stato giuridico dei docenti.
Anche a giudizio dei rappresentanti d’istituto e delle consulte provinciali del MSP risulta evidente la necessità di un cambiamento dell’inquadramento giuridico della professione di insegnante. Questa dovrebbe essere indirizzata a una maggiore qualità dell’insegnamento che dovrebbe risultare essere non più un posto ma maggiormente una funzione al servizio dello studente e della comunità scolastica. Per il raggiungimento di questo alto obiettivo però è necessario cambi il meccanismo di valutazione all’ingresso e s’introduca un sistema incentivante di carriera che sia basato sul merito e non sull’anzianità. Conosciamo tutti troppo bene le pratiche consociative e clientelari in atto in tutta la Pubblica Amministrazione – e non solo – per non diffidare da organismi di autovalutazione soprattutto quando troppo parcellizzati. Riteniamo pertanto che criteri di serietà e merito possano essere garantiti solo da commissioni presiedute da soggetti terzi all’istituzione scolastica, riconosciute per competenza e autorevolezza quali possono essere figure proveniente dall’ambiente accademico.
C) percorsi di formazione iniziale, abilitazione all’insegnamento e modalità di reclutamento.
Il Movimento Studentesco Padano ritiene questo il passaggio fondamentale per la selezione del personale docente soprattutto nell’ottica di stabilizzare finalmente l’insegnamento legando professionalità e territorio, garantendo continuità nel percorso formativo e riequilibrando il rapporto tra studenti e docenti così diverso a seconda della latitudine dell’istituto scolastico cui ci si riferisce. La scelta che si presenta è se confermare ancora una volta il valore legale dei titoli di studio o finalmente sbloccare il sistema perverso che finisce per premiare la furbizia diffusa e organizzata come dimostrano i risultati dei test INVALSI di quest’anno paragonati ai risultati di simili test da parte dell’OCSE o come pure dimostrano le percentuali di diplomati e laureati a pieni voti non uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Gli Studenti Padani sono favorevoli all’istituzione di albi regionali che comportino la possibilità di insegnare solo nella regione scelta, di albi regionali cui si può accedere soltanto avendo superato una prova preliminare di idoneità – perché appunto insegnare è una professione e non un salario –, di albi regionali che leghino l’insegnamento anche ai valori del territorio andando di pari passo quindi alla regionalizzazione di una quota del programma di studi e di albi regionali – infine – che garantiscano alle istituzioni scolastiche la permanenza dei docenti sul territorio per porre fine all’annoso e irrisolto problema delle cattedre scoperte.
Questa è in estrema sintesi l’analisi dei documenti sottoposti da parte dei rappresentanti del MSP. Vogliamo sperare che questi progetti di legge arrivino presto alla conclusione del proprio iter, non perché siano interamente condivisibili ma perché la nostra scuola, per poi essere ulteriormente migliorata, ha bisogno di cambiare. E’ necessario vincere l’inerzia iniziale, l’immobilismo degli ultimi decenni di cui le leggi restate praticamente lettera morta, come l’autonomia scolastica, sono la testimonianza.
Grazie per l’attenzione, cordiali saluti padani.