ADERISCI AI GIOVANI PADANI




Scuola Quadri MGP

20 gennaio, 2009





Le bugie della sinistra su DL Gelmini e sulla Lega

6 gennaio, 2009

 

Porgendo i nostri più sentiti auguri per un sereno 2009, pubblichiamo la relazione dell’On. Elena Maccanti (Lega Nord), componente della VII Commissione della Camera dei Deputati…

 

 





L’Italia degli «atenei inutili», in 33 nemmeno una matricola

11 dicembre, 2008

Zero, zero, zero, zero, zero… È tutta lì, la fotografia della follia dell’Università italiana. Nella ripetizione per 33 volte, nella casella «immatricolati» di altrettanti «atenei» distaccati, del numero «0». Neppure un nuovo iscritto. Manco uno. Prova provata che la decisione megalomane e cocciuta di volere a tutti i costi almeno un corso di laurea sotto il campanile era totalmente sballata. Il dato, che conferma le denunce più allarmate, è contenuto nel Rapporto annuale 2008 sul nostro sistema universitario.
Il rapporto (i cui dati sono del 2007, qua e là aggiornati fino alla primavera scorsa) viene presentato oggi da Mariastella Gelmini. E possiamo scommettere che accenderà un dibattito infuocato. Perché delle due l’una: o queste cifre sono corrette (e se è così in molti casi serve un lanciafiamme) o lo sono solo in parte. E in questo caso il quadro sarebbe paradossalmente ancora più grave. Ogni numero del documento, infatti, risulta ufficialmente fornito alla banca dati del Miur dagli stessi atenei. Il rapporto, si capisce, offre una carrellata su un sacco di cose. Dice che gli studenti stranieri sono al massimo il 7,1% (a Trieste) e si inabissano allo 0,1 a Messina. Riconosce che la spesa media per ogni giovane iscritto negli atenei statali è di 8.032 euro contro i 15.028 che vengono spesi in Austria o i 23.137 in Svizzera. Spiega che siamo «al terzo posto al mondo, e addirittura al primo in Europa, per accessibilità, cioè per il numero di università (e relativi studenti) che si trovano tra le prime 500 università», ma che al contrario scivoliamo al 30˚ «per Flagship, ovvero per la qualità delle primissime università». Denuncia che le spese per il personale sono passate dal 2001 al 2006 da 5 miliardi e 764 milioni di euro a quasi 8 miliardi. Annota che l’età media dei docenti si è inesorabilmente alzata ancora. 

 

LE CLASSIFICHE Riporta le classifiche mondiali elaborate dalla Quacquarelli Symonds, secondo le quali abbiamo solamente 10 università nelle prime 200 d’Europa (contro 47 del Regno Unito, 37 della Germania, 19 della Francia o 12 dell’Olanda, che ha un quarto dei nostri abitanti) e per di più queste, ad eccezione del Politecnico di Milano, di Padova e della Federico II di Napoli, perdono nel 2008 nuove posizioni rispetto alla già scoraggiante hit-parade dell’anno precedente. I numeri più impressionanti, però, sono forse quelli che dimostrano l’assurdità della moltiplicazione di «città universitarie». Cioè di paesotti, borghi e contrade a volte microscopici che hanno fortissimamente voluto qualcosa che potesse definirsi «universitario» come simbolo di riscatto o di promozione sociale alla pari di uno svincolo autostradale o di una circonvallazione. Una mania ridicolizzata dal costituzionalista Augusto Barbera con una battuta irresistibile: «Sogno di trovare all’ingresso dei paesi il cartello “comune de-universitarizzato”». 
Un esempio per tutti? Poggiardo, seimila anime tra Maglie e Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce, dove il sindaco Silvio Astore non si è dato pace finché non ha avuto un distaccamento della Lum, Libera università mediterranea: «Il nostro paese è oramai una meravigliosa realtà accademica d’eccellenza e concorre a pieno titolo a un rilancio culturale del tessuto socioeconomico del territorio». Dice dunque il Rapporto annuale del ministero, liquidando questi «napoleonismi» campanilistici, che su 239 «città universitarie» inserite nel «catalogo» (anche se i conti non tornano con altri studi, come quello di Salvatore Casillo, Sabato Aliberti e Vincenzo Moretti, tre docenti salernitani autori mesi fa di un censimento che aveva contato 251 comuni che ospitavano almeno un corso di laurea) molte esistono ormai solo sulla carta. E dopo essere appassite in una manciata di anni, risultano somigliare a certi Enti Inutili che si trascinano dietro pendenze varie che ne ostacolano l’immediata soppressione.

 

SENZA STUDENTI Numeri ufficiali alla mano, 42 «atenei» hanno meno di cinquanta immatricolati, 20 ne hanno meno di venti (Moncrivello, Bisceglie e Pescopagano 12, Caltagirone e Andria 11, Figline Valdarno 5, Trani uno solo) e trentatré, come dicevamo all’inizio, non hanno più un solo studente che si sia aggiunto agli iscritti precedenti. Iscritti che in rari casi erano abbastanza numerosi (esempio: 480 ad Acireale), ma nella grande maggioranza dei casi erano già talmente pochi da fare impallidire chi si era incaponito sulla voglia di aprire una sede che potesse dirsi «universitaria». Venticinque studenti in totale al corso di «Tecniche erboristiche» a Bivona (dove non ci sono mense né pensionati né postazioni Internet né laboratori né biblioteche), 41 a Sanluri, che coi suoi 8.519 abitanti è il capoluogo della provincia sarda di Medio Campidano, 11 nell’emiliana Varzi, 4 a Corigliano Calabro e nella siciliana Vittoria. E poi un solo sopravvissuto a Spoleto, Città della Pieve, San Casciano in Val di Pesa… Al di là di questo e quel caso singolo, più o meno tragico o ridicolo, è un po’ tutto il sistema da riformare. Lo dice, ad esempio, il presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi. Il quale, in crisi coi conti, ha sparato a zero sul modo in cui è stato costruito il polo universitario agrigentino, legato a quello di Palermo, dicendo che è del tutto «superfluo avere ben 17 corsi di laurea uno dei quali addirittura con un solo studente». Tanto più che un docente portato a insegnare nella valle dei Templi costa quasi il triplo più che nella città di santa Rosalia. 

 

«MODELLO CELANO» - Al «modello Celano» è stata dedicata qualche settimana fa un’inchiesta del Messaggero. Che si è chiesto che senso avesse mettere su, in un «borgo montano sperduta nel nulla » con le aule affacciate sui monti della Marsica, un corso di laurea in Ingegneria Agro-Industriale. Corso partito quest’anno con 17 matricole e 7 professori. Uno ogni due studenti. Il tutto finanziato («Noi non ci rimettiamo un euro», ci tiene a spiegare il rettore dell’Università dell’Aquila Ferdinando di Orio) da un Consorzio voluto dal Comune, banche e alcune aziende locali. Il record però, probabilmente, è di Sorgono, un paese sardo che coi suoi 1.949 abitanti è meno popolato di certi palazzoni popolari nelle periferie delle metropoli. Senza una facoltà proprio non riusciva a stare. Adesso c’è un corso di laurea in Informatica. Se dovesse non essere sufficiente (nessun immatricolato nuovo, ma i vecchi iscritti sono 38: wow!), il panorama nazionale è in grado di suggerire un mucchio di corsi alternativi. Tra le migliaia e migliaia già offerti ai più fantasiosi studenti italiani, almeno alcuni meritano una segnalazione: «Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute», «Scienze del Fiore e del Verde», «Etologia degli Animali d’Affezione»… 

 
di Gian Antonio Stella
Tratto da Il Corriere della Sera – 11 Dicembre 2008





Xmas Student Party

4 dicembre, 2008

Sabato 20 dicembre 2008 presso la discoteca CENERENTOLA di RUBIERA (RE) si terrà il Christmas Student Party del MSP dove verrà effettuata una sfilata delle bellissime ragazze di Miss Padania.

per qualsiasi info 
Matteo: 3473760309
Matteo.bulgarelli@fastwebnet.it   





Come cambia la scuola?

28 novembre, 2008

Il il paradosso, la vera e propria anomalia italiana nell’Unione Europea, è che da oltre quarant’anni, dall’introduzione della scuola media unica, approvata nel 1962, le contrapposizioni hanno impedito, con il meccanismo perverso dei veti incrociati, ogni vero riforma del sistema scolastico… (continua sul documento .pdf)

 

 

 





Interrogazione a risposta scritta 4-01655

23 novembre, 2008

GRIMOLDI, ALLASIA, MACCANTI e PINI. - 

 

Al Ministro dell’interno.

 - Per sapere – premesso che: 

 

nella giornata di lunedì 17 novembre 2008 si sono verificate due gravi aggressioni nei confronti di militanti del Lega Nord del Movimento Giovani Padani nei comuni di Milano e di Firenze; 
a Milano, militanti del Movimento Universitario Padano sono stati insultati e malmenati con spinte, pugni e calci da un gruppo di ragazzi di sinistra mentre distribuivano, in maniera pacifica e senza arrecare alcun disturbo, materiale di propaganda al di fuori della sede centrale dell’Università Statale di Milano, in via Festa del Perdono; 
in particolare, la presenza dei militanti era stata comunicata agli uffici della Digos – Polizia di Stato di Milano, che peraltro non è intervenuta nonostante la richiesta da parte dei militanti; 
a Firenze, il coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani è stato insultato e colpito con pugni al di fuori di una scuola da ragazzi dei centri sociali, che stavano picchettando l’ingresso della scuola stessa per impedirne l’accesso; 
fatti come quelli riportati accadono spesso e sono intollerabili, perchè compromettono la libertà di diffusione del pensiero politico sancita dalla Costituzione -: 

 

quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare il ripetersi degli episodi di violenza, per garantire la libertà di pensiero e tutelare coloro che esercitano tale diritto, specialmente nelle università e nelle scuole.(4-01655)





Scuola Federale?

8 novembre, 2008

Sei d’accordo con una scuola federale dove le risorse vengano divise egualmente per tutte le regioni, dove i professori siano scelti su base regionale, evitando il fenomeno delle cattedre scoperte, dove la storia e la cultura della tua città e regione possano essere  approfondite nel programma scolastico e dove gli studenti immigrati si integrino senza essere ghettizzati riservando loro classi ponte per i primi anni di studio?

Scuola Federale?

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Cosa ne pensate della Legge Gelmini?

8 novembre, 2008

Sei d’accordo con la riforma Gelmini che garantisce alle famiglie meno spese per l’acquisto dei libri di testo rendendone la durata pari a quella del ciclo di studi, reintroduce la figura del maestro unico e pone la meritocrazia ed il rispetto delle regole come capisaldi del mondo dell’istruzione?

Legge Gelmini?

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MUP: Più tagli agli sprechi, più borse di studio

8 novembre, 2008





Forlì, se sei straniero non paghi la tassa di ammissione all’esame

8 novembre, 2008

“Tramite alcuni studenti del liceo scientifico Di Calboli, vicini al nostro Movimento, siamo venuti in possesso di una circolare alquanto bizzarra, fatta circolare tra i frequentatori del 5° anno qualche giorno fa” attacca Stefano Vanetti Segretario Comunale della Lega Nord Forlì e Responsabile Romagnolo del Movimento Giovani Padani “la circolare in questione riguarda la tassa di ammissione per gli esami di Stato del corrente anno scolastico 2008/09, testualmente la circolare spiega che possano presentare domanda di esenzione tutti coloro che hanno problemi economici, chi, per merito, ha ottenuto una media di 8/10 allo scrutinio finale dell’a.s. 2007/2008, chi è orfano di guerra, figlio di mutilati, cieco, invalido per cause di lavoro o di guerra ed infine per tutti coloro che sono stranieri senza che venga citata la doverosa precisazione legata al principio di reciprocità. E’ veramente assurdo considerare indistintamente la condizione di studente straniero al pari di tutte le altre elencate in precedenza” continua Vanetti “con questo si introduce un concetto pericoloso e discriminante, un atto razzista che penalizza i nostri ragazzi, tra l’altro rischiando di creare inutili tensioni tra gli studenti, il problema che solleviamo noi non è tanto nell’entità della cifra da pagare, che di per sè non è consistente, bensì nel fatto che basta essere uno studente straniero per poter fare domanda di esenzione, senza considerare il reddito famigliare, se la mettiamo su questo piano, per assurdo il figlio di Bill Gates (straniero in quanto extra UE) potrebbe presentare domanda di esenzione mentre il figlio di una coppia di operai romagnoli no. Se accadono queste cose in un piccolo contesto amministrativo come può essere un liceo” conclude Vanetti “non osiamo immaginare quali benefici e sussidi stanzi il Comune di Forlì per gli stranieri dato che, parole della Masini, siamo uno dei comuni che investe di più nei servizi sociali”

 

Stefano Vanetti
Segretario Comunale Lega Nord Forlì – Coordinatore MGP Romagna