Programma MSP
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INTERVENTO DEL COORDINATORE FEDERALE MSP EMANUELE MONTI
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MEMBRI PRESENTI: Marco Bordonaro, Stefano Sfondrini
Il Movimento Studentesco Padano, tra le molteplici esigenze e problematiche emerse nel sistema scolastico nazionale dal punto di vista degli studenti – che ne sono lo scopo e i veri fruitori – nell’occasione di questa audizione informale delle associazioni studentesche, vuole sottolineare l’importanza delle seguenti tematiche.
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RIFORMA DELLA SCUOLA. Le recenti decisioni prese dal Ministro Fioroni circa il blocco dell’attuazione delle riforma della scuola, cosiddetta Moratti, non fanno altro che portare nuovamente indietro il cammino di aggiornamento e riorganizzazione del sistema scolastico. Le numerose generazioni studentesche che si sono alternate nella scuola italiana hanno discusso di innumerevoli tentativi di riforma della scuola, senza che mai alcuna di queste vedesse la luce in maniera organica. Ormai è chiaro che neppure l’attuale generazione studentesca vedrà alcun tipo di cambiamento e riordino nei cicli, nella programmazione ma soprattutto nell’impianto generale della scuola. Prendiamo atto e constatiamo come questo influirà negativamente sulla formazione, istruzione e preparazione dei giovani al mondo, non solo del lavoro, in continua evoluzione. Queste scelte ricadranno ancora una volta sui futuri cittadini di questo stato, nei cui confronti la classe politica dimostra una completa mancanza di responsabilità.
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AUTONOMIA SCOLASTICA. Negli indirizzi del nuovo ministero, leggiamo, più volte citata, l’autonomia scolastica. Noi, convinti federalisti, non possiamo che condividere la lettera di quella legge cui però la costante mancanza di fondi toglie valenza e importanza, riducendola – di fatto – a un mero slogan. Almeno fino a quando o lo Stato non deciderà di investire maggiori risorse nel proprio futuro o quanto meno non deciderà, come da più parti chiesto, di regionalizzare l’organizzazione scolastica. Ancor peggio un’autonomia senza fondi rischia di essere peggiore del centralismo determinando infatti una situazione che possiamo definire di abbandono. Ha ragione il ministro che ci sono esempi di eccellenza nel sistema scolastico, ma appunto si tratta solo di esempi. Per lo più resi possibili dal tanto vituperato intervento economico dei Privati a colmare la latitanza del Pubblico. Bisogna mettere mano ai cordoni della borsa, e se non c’è la volontà o la capacità allora che questi compiti vengano devoluti alle regioni che intendono e vogliono farlo.
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ESAME DI MATURITA’. Ovvero: quando si affronta il problema della casa scuola, tutti partono dal tetto! Anche in questo caso, nei suoi primi mesi, l’attuale Ministro ha voluto mettere mano all’esame di maturità. Infatti, non solo la reintroduzione dei presidenti esterni per ogni commissione non garantisce, come in passato, maggiore severità e imparzialità nell’esame di stato, ma, oltre ad essere appunto un ritorno al passato, comporterà un maggiore costo per le casse, già vuote, del Ministero. Con la diretta conseguenza che ancora meno fondi saranno realmente a disposizione per l’istruzione e la formazione degli studenti. Invece, secondo noi, il problema non è tanto la qualità dell’esame di stato, ma la qualità del processo formativo. Argomento che, però, risulta tabù, poiché probabilmente andrebbe a coinvolgere, non solo l’organizzazione della scuola, ma la qualità del corpo docenti. A tal proposito il sistema dei debiti è ormai teatro di una costante sanatoria. La stima complessiva è di un milione di ragazzi con debiti da saldare. Abbiamo sentito parlare di mano dura in vista dell’ammissione all’esame di maturità. E’ chiaro che è necessario intervenire prima, poiché lo stop in quinta superiore non modifica la situazione di vuoto formativo accumulata negl’anni. Da qui, ancora una volta, la necessità di rivedere il sistema di promozione e bocciatura negli anni precedenti e la necessità di stanziare fondi ulteriori, invece che sull’esame di maturità, per mettere in atto le strutture utili all’applicazione del recupero.
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PARTECIPAZIONE STUDENTESCA. Se veramente questo governo intende basare la sua azione facendo leva sull’autonomia scolastica degli istituti, allora diventa fondamentale garantire non solo una maggiore partecipazione nelle decisioni agli studenti, ma soprattutto una maggiore incisività nelle stesse. Quindi più peso negli organi collegiali e più garanzie di un reale coinvolgimento. Per esempio equiparando il numero dei rappresentanti studenteschi a quello degli insegnanti più i genitori in consiglio d’istituto, oppure rendendo vincolante il parere favorevole degli studenti su quei provvedimenti che li riguardano più da vicino. Questo renderebbe realmente gli studenti più partecipi e responsabili della propria scuola, senza bisogno di creare decine di organismi consultivi – che peraltro sono un costo – il cui effettivo peso è prossimo quello dell’atomo di idrogeno.
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IL GRUPPO LEGA NORD
VII COMMISSIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI
COMMISSIONE CULTURA
roma, 14 Settembre 2006

